Spazio

Voyager 2 pronta per lo spazio interstellare

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Superare i confini del sistema solare per entrare nello spazio interstellare. Dopo 40 anni di viaggio Voyager 2 è pronta per lasciarsi alle spalle i pianeti più esterni come Nettuno e Urano e iniziare una nuova avventura lì dove non arriva il vento solare. Lanciata 40 anni fa dalla NASA, la sonda segue le orme di Voyager 1 che nel 2013 ha lasciato il sistema solare. L’agenzia spaziale americana ha infatti annunciato che Voyager 2 è giunta a una distanza di 17,7 miliardi di chilometri dalla Terra, circa 118 volte la distanza che separa il nostro pianeta dal Sole.

Le due sonde della missione Voyager sono state lanciate nel 1977 e hanno superato ogni aspettativa. Partite per esplorare l’intero sistema planetario, non si sono fermate spinte dal vento solare fino ai pianeti più esterni. La sonda ha fatto visita a Giove e Saturno, ma anche a Urano e Nettuno.

D’altronde l’obiettivo della missione era proprio quello: giungere dove nessuno strumento umano era mai arrivato. E così le Voyager hanno continuato a viaggiare, spingendosi fino al confine dell’eliosfera, l’enorme bolla magnetica che ha origine dalla nostra stella e ingloba tutti i pianeti e gli oggetti celesti tra comete e asteroide che si trovano nel sistema solare. 

Proprio al confine della bolla, il vento solare sembra arretrare sotto la spinta di altre radiazioni, come i raggi cosmici. Anche per Voyager 1 infatti il segnale di passaggio allo spazio interstellare era stato sancito dall’aumento dei raggi cosmici rivelati dagli strumenti a bordo.

E ancora una volta i raggi cosmici sanciscono l’approssimarsi del passaggio. Gli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA hanno registrato da agosto 2018 ad oggi un aumento di raggi cosmici del 5 percento, segno che Voyager 2 è ormai prossima a una nuova avventura, come spiegato da Ed Stone, ricercatore del California Institute of Techonology (Caltech) di Pasadena:

“Stiamo assistendo a un cambiamento nell’ambiente attorno a Voyager 2, non c’è dubbio su questo. Impareremo molto nei prossimi mesi, ma non sappiamo ancora quando arriveremo all’eliopausa. Non ci siamo ancora arrivati, è una cosa che posso dire con sicurezza”.

Non c’è però una data da attendere. L’orbita seguita da Voyager 2 è diversa da quella della gemella, quindi per riuscire a superare l’eliosfera non è possibile determinare una stima dei tempi e soprattutto perché questi confini sono variabili, in funzione proprio all’attività del Sole che segue cicli di 11 anni.

Quello che per ora sappiamo è che Voyager 2 si prepara a stupirci ancora, portando oltre il confine della nostra immaginazione i suoi strumenti e promettendo, ancora una volta, di essere pronta a svelare i misteri dello spazio. Quello più vicino a noi ora, quello interstellare poi.

Credit: Nasa/Jpl-Caltech

Veronica
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Mi piace leggere, nuotare, fare lunghe passeggiate nella natura. Amo i gatti (anche di Schroedinger) e i neutrini (soprattutto quelli muonici). La materia oscura? Appena la vedrò deciderò, la sto ancora cercando. Ah dimenticavo, mi piace anche scrivere.

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