Spazio

Leonidi, le stelle cadenti d’autunno: occhi al cielo dal 17 novembre

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La cometa Tempel-Tuttle si avvicina sempre di più al Sole. Un appuntamento che regala alla Terra uno spettacolo da non perdere: uno sciame di meteore che torna a farci visita ogni 30 anni circa. Le Leonidi devono il loro nome alla costellazione del Leone, dal quale sembrano nascere per dissolversi nel cielo stellato. “Lacrime d’autunno”, così le chiamano, perché vengono a farci visita sempre a novembre inoltrato. Puntando semplicemente gli occhi al cielo tra il 17 e il 19 novembre ecco che potremo vedere sciami di anche 20 comete all’ora, come non si vedevano dal 1998.

Le “lacrime” di Tempel-Tuttle

Ogni sciame meteorico nasce generalmente dalla coda di una cometa che si disintegra al passaggio ravvicinato al Sole. In questo modo nascono anche le Leonidi e in particolare dal corpo celeste noto col nome di 55P/Tempel-Tuttle, che fa parte della famiglia della cometa Halley. La Tempel/Tuttle è infatti una cometa periodica del sistema solare la cui orbita interseca quasi esattamente quella della Terra.

La prima osservazione di questo oggetto celeste risale al 1699 da parte di Gottfried Kirch. Poi tornò a salutare la Terra al 19 dicembre 1865 da parte dell’astronomo Ernst Wilhelm Tempel. Poche settimane dopo e in modo indipendente, il 6 gennaio 1866, anche Horace Parnell Tuttle la osservò. Due osservazioni che portarono alla scoperta che si trattava di una cometa periodica.

Il fatto poi che la sua orbita interseca quella terrestre permette alla cometa durante il passaggio al perielio, cioè nel punto di massima vicinanza della sua orbita al Sole, di dare vita a uno sciame meteorico ben visibile dal nostro pianeta. La cometa percorre la sua orbita in circa 33 anni, motivo per cui per vedere di nuovo delle tempeste di meteore significative è necessario aspettare molto tempo.

Bentornate, Leonidi

La cometa periodica passa accanto al Sole lasciando una scia di meteoroidi che viene attraversata dalla Terra nel suo movimento di rivoluzione. Si formano così le meteore che attraversano l’orbita terrestre a una velocità media di 72 chilometri al secondo. Le Leonidi sono note per la loro brillantezza e per i bolidi, oggetti con una massa fino a 85 grammi e una sezione di circa 9 millimetri in grado di entrare nell’atmosfera e produrre scie particolarmente brillanti.

Le piogge meteoriche possono essere davvero intense, tanto da trasformarsi a volte in vere e proprie tempeste. In generale, lo sciame raggiunge l’apice di visibilità detto anche picco il 17 novembre, ma questa data è solitamente variabile e può essere consultata sul sito dell’International Meteor Organizzation (Imo), che monitora il passaggio di questi oggetti e i fenomeni ad essi associati. Il periodo orbitale della cometa è di circa 33 anni, quindi questo è il tempo necessario tra un passaggio al perielio e l’altro. Per questo motivo ci sono anni, come il 1998, in cui lo sciame meteorico è particolarmente potente e suggestivo. Quest’anno le comete saranno ben visibili a occhio nudo, ma per gli astronomi per attendere il prossimo esplosivo spettacolo nel cielo bisognerà attendere il 2032.

Leonidi, dove e come vederle

Leonidi, come e quando vederle

Data l’eccezionalità dell’evento, la pioggia di meteore non va assolutamente persa. Secondo l’Unione Astrofili Italiani (Uai), ci saranno tempeste saltuarie con un numero di stelle cadenti tra le 10 e le 20 l’ora. Le meteore saranno visibili a partire dalla mezzanotte del 17 novembre e soprattutto all’alba del 18, puntando gli occhi nel quadrante a sud-est del cielo e in particolare verso la costellazione del Leone. Gli esperti hanno spiegato: “L’osservazione sarà favorevole perché la Luna sarà al tramonto. Attualmente la frequenza delle Leonidi è tornata alla normalità, con un numero contenuto di eventi”.

Come per ogni sciame, anche questo sarà visibile per diversi giorni sia precedenti che successivi a quelle del picco. Per osservarle e non perdersi lo spettacolo non sarà necessaria alcuna attrezzatura specifica, ma il consiglio è quello di recarsi in un luogo dove l’inquinamento luminoso è ridotto al minimo e concentrarsi su una porzione di cielo pronti ad avvistarne una. La caccia alle lacrime d’autunno è aperta.

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Veronica
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Mi piace leggere, nuotare, fare lunghe passeggiate nella natura. Amo i gatti (anche di Schroedinger) e i neutrini (soprattutto quelli muonici). La materia oscura? Appena la vedrò deciderò, la sto ancora cercando. Ah dimenticavo, mi piace anche scrivere.

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