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Addio Stan Lee, il papà di Marvel e “supereroe” dell’immaginazione

Stan Lee in uno dei suoi cameo marvel
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Ci sono matite che hanno segnato la storia, una tra queste è sicuramente quella di Stan Lee, ideatore ed editore di fumetti. Dalla punta della sua matita sono nati i personaggi e le storie di SpiderMan, Hulk, gli X-Men, gli Avengers e di molti altri supereroi Marvel che per anni hanno appassionato intere generazioni di bambini e ragazzi, ma soprattutto di adulti. “I fumetti sono le favole per gli adulti”, diceva l’artista si è spento il 12 Novembre 2018, all’età di 95 anni. A darne l’annuncio la rivista americana Tmz, poi a cascata i media di tutto il mondo.

Stan Lee, un “semplice” lavoratore

Il vero nome del famoso artista era Stanley Martin Lieber, nato a New York il 28 Dicembre 1922. Iniziò la sua carriera da giovanissimo, aveva appena 16 anni, quando varcò la soglia della Timely Comics come umile addetto alle copie. Sicuramente lo desiderava, ma non poteva immaginare che quella un giorno sarebbe divenuta la sua amata Marvel Comics.

Il primo lavoro arrivò su un numero di Capitan America, un semplice riempitivo ma quel poco bastò per farsi notare: fu subito promosso da scrittore di riempitivi a sceneggiatore di fumetti. La crisi del dopoguerra e il moralismo che ne conseguì colpirono duramente la Timely Comics e soprattutto il fumettista. Ogni crisi che si rispetti porta con sé anche il bisogno di reinventarsi ed è quello che è successo anche a Stan Lee. Lui non reinventò sé stesso, ma nuovi supereroi.

Nel 1961, insieme al disegnatore Jack Kirby, nascono dalla sua genialità i Fantastici 4. Poi Spider-Man e infine gli altri supereroi, quelli che avrebbero rivoluzionato per sempre il mondo della Timely Comics: nasce la Marvel Comics. Insieme a lei presero vita personaggi dannatamente umani, che nella loro imperfezione e nei loro difetti rappresentavano tutti noi. Hulk, Iron Man, Thor e tutti gli altri, il fumettista diceva: “Un personaggio che non fa mai errori e si comporta sempre in modo impeccabile non è affatto interessante”. E ancora: “Se stai creando un personaggio e non lo rendi vulnerabile, ai lettori non piacerà, nemmeno se ha dei superpoteri”. L’età dell’oro della Marvel era solo all’inizio, pronta a dare battaglia alla rivale Dc Comics.

Una lunga e onorata carriera

Da allora il suo amore per Marvel e per i fumetto non ha fatto altro che aumentare. Andare in pensione? Non era affatto nei suoi pensieri. In una intervista il novantenne diceva: “Finché mi diverto, non sento il bisogno di andare in pensione”. Una vita lunga, 95 anni, passata per gli ultimi 80 a disegnare, creare storie ma anche a fondare la sua società.

Eppure a chi gli chiedeva come sarebbe stato un film sulla sua vita, replicava: “Qualcuno vuole fare un film sulla mia vita, ma mi chiedo come diavolo pensa di fare. Non sono mai stato arrestato, non mi sono mai drogato e sono sposato con la stessa donna da 54 anni. Non c’è niente nella mia vita che possa interessare alla gente”.

A fare la differenza non è stata la sua vita, ma le sue idee e questo Lee lo sapeva bene: “Io non ho ispirazioni, solo idee. Idee e scadenze”. Ironico come sempre, come i suoi personaggi, ammetteva candidamente di aver lavorato sodo e di non aspettarsi tanta popolarità: “Non credevo che l’Uomo Ragno sarebbe diventato l’icona mondiale che oggi è. Io speravo solo che il fumetto vendesse così da potermi tenere il lavoro”.

Negli ultimi anni il padre dei Vendicatori aveva lasciato la matita e si era ritrovato a fare causa alla POW! Entertainment, di cui era co-fondatore. Lee accusava due dirigenti della compagnia di aver approfittato delle sue condizioni, con la vista che lo stava abbandonando e distrutto per la perdita della moglie, per fargli firmare un contratto in cui avrebbe ceduto i diritti di utilizzo del suo nome e della sua immagine alla società. Un contratto che, nonostante la malattia, non ha mai firmato.

I cameo di Stan Lee e la sfida a Hitchcock

“Sono un attore frustrato. Il mio obiettivo è battere Hitchcock e il suo record di apparizioni cinematografiche”, diceva scherzando.  Da bravo papà dei supereroi, Stan Lee si è ritagliato un piccolo spazio in molte delle trasposizioni cinematografiche dei suoi personaggi, regalandoci cameo che forse non tutti i fan avranno notato, ma che resteranno per sempre nelle sue opere.

Un uomo che è diventato leggenda, proprio come i suoi personaggi. Un supereroe dell’immaginazione che saluta tre generazioni di lettori e amanti della Marvel.

Addio Stan Lee, grazie per averci regalato Peter Parker!

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